Le nostre storie a lieto fine

Le tante storie d'amore nate grazie al nostro impegno.


COS'E' L'AMORE
Le nostre storie a lieto fine - 01 Ottobre 2016

L'amore è uno dei sentimenti più inflazionati nella narrativa, che essa sia letteraria, musicale o cinematografica. Del resto, però, è anche un tema che attrae sempre il pubblico, affascinato dall'essere spettatore di una storia d'amore straziante nella sua dolcezza, tenerezza e anche sofferenza. L'importante è che alla fine ci sia sempre o quasi il lieto fine e che l'amore trionfi sopra tutto e sopra tutti.

Sappiamo bene che, nella vita reale, non è proprio così, l'amore può essere una cosa tanto bella quanto dolorosa. E' un sentimento che fa venire a patti la maggior parte delle persone con i propri difetti e quelli degli altri, il risultato di un perfetto equilibrio tra pazienza, gioia e dolore. Eppure la realtà non è priva di storie che ci riportano a una visione dell'amore romanzesca, dove a trionfare è veramente la forza di questo immenso sentimento, che da sempre smuove passioni e animi umani.

Vogliamo allora raccontarvi delle storie in grado di far tornare a credere nell'amore, anche a coloro che dicono di aver perso la fede, perché, per quanto la vita di tutti i giorni non sia un romanzo, alla fine è bello crederci.

Maria Rolle


LA CONFERMA DELL'AMORE
Le nostre storie a lieto fine - 10 Settembre 2016

Una domenica sera metà di luglio, eravamo seduti a un caffè di un bel parco. Era stata una bella giornata passata in gran parte a prendere il sole, e leggere libri. Ma dalle cinque ero precipitata nella depressione. Avevo voglia di andare a casa e nascondermi sotto le lenzuola, resistevo soltanto perché non c'era niente in particolare da cui dovessi nascondermi. La sera della domenica mi ha sempre messo addosso tristezza portandomi brutti pensieri. Sandra la mia amica del cuore, sapeva che da poco più di un anno avevo avuto quella brutta esperienza d'amore, che mi aveva lasciato vuoto e angoscia nell'anima, sfiduciata nel mio essere. Sedevamo in silenzio, guardavo il traffico e i passanti.

All'improvviso si chinò su di me e dandomi un bacio sussurrò: "Hai di nuovo quella tua espressione da orfanella sperduta." Nessuno aveva mai dato di me una simile definizione, eppure quell'allusione di Sandra colpì nel segno, alleviando la vaga tristezza che mi sentivo addosso. Provai gratitudine perché ricordava il mio stato d'animo. Forse è proprio vero che di fatto non esistiamo finché non c'è qualcuno che ci vede esistere, che non parliamo finché qualcuno non è in grado di comprendere ciò che diciamo, in sintesi che non siamo del tutto vivi finché non siamo amati .Senza amore perdiamo la capacità di possedere un'identità, con l'amore abbiamo una costante conferma di noi, ed io avevo bisogno di una conferma del vero amore.

Un bel giorno mi decisi con la mia amica Sandra a rimettermi in gioco, andammo in un'agenzia matrimoniale, scettica più che mai, selettiva al massimo, ma finalmente incontrai il mio lui, Roberto, bello come un adone, anche lui veniva da una triste storia. Morale? Ci innamorammo perdutamente, mi diede la parte migliore di se stesso in tutti i sensi, siamo andati a convivere insieme e più in là ci sposeremo.
Grazie amore che esisti. Vi saluto con affetto Carla.


Questa è una storia vera, realmente accaduta.
Le nostre storie a lieto fine - 02 Agosto 2016

Salve mi chiamo Sonia, proprio oggi è il mio compleanno, sedici anni e tanta voglia di vivere, e di amare. Frequento il liceo classico, e per andare a scuola devo prendere un trenino che mi porta in un'altra città, e un'altra stazione.

Per i miei 16 anni ero abbastanza matura e piena di buon senso, lo dice sempre la mia mamma. Ma un giorno fatale, mi apparve lui. Il mio amore, appena lo vidi i nostri sguardi si incrociarono, e provai dei brividi languidi e fremiti in tutto il corpo, ero spaventata per questa sensazione mai provata, le gote del mio bel viso divennero rosse per l'emozione del suo sguardo penetrante, si accorse del mio imbarazzo e mi venne incontro con una scusa e mi porse la sua mano presentandosi... "salve mi chiamo Massimo", gli risposi "ed io Sonia", al contatto di quella mano, morbida, calda e rassicurante, mi veniva voglia di non lasciarla più, e così fù.

Ci innamorammo perdutamente, Massimo aveva 20 anni, era un ragazzo bellissimo ,capelli neri corvini, due occhi di un nero profondo a mandorla la bocca carnosa ben delineata, la pelle vellutata come una seta color ambra. Per la sua età era molto cortese e gentile, pieno di attenzioni. Ci amammo perdutamente finchè un giorno mi accorsi di essere incinta, da quel giorno la mia vità cambiò, in peggio... I miei genitori volevano che io continuassi i miei studi e mi allontanarono dal mio Massimo. Andammo a vivere in un'altra città, mio padre chirurgo ebbe un posto di lavoro in un ospedale importante...E lì partorii la mia bimba senza il mio amore Massimo. Mi presi la laurea a pieni voti ma con il cuore pieno di angoscia.

Un giorno, mi ricordo bene ancora, era il 12 marzo, presi un treno per Urbino alle ore 15 e trenta in prima classe e fatalmente incontrai Massimo; era destino, non potevo credere ai miei occhi, in un primo momento non mi aveva riconosciuta, ero un po' cambiata. Mi prese e mi sollevò in un bacio appassionato, gli raccontai tutto l'accaduto, ci sposammo ed ora siamo felici e contenti con la nostra piccina.


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